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	<title>Ronciglione.org</title>
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		<title>due</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 16:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
		
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		<title>Home</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 15:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
		
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href='https://www.biblioarea.it/wp2015/?attachment_id=183'><img width="300" height="201" src="http://www.biblioarea.it/wp2015/wp-content/uploads/2015/02/BSG_0385-300x201.jpg" class="attachment-medium" alt="BSG_0385" /></a></p>
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		<title>E’ sabato di carnevale  giorno del gioco storico</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[Se chiedete a un giovane come è sarà il carnevale risponde:”ce stamo a ripià”. Questa battuta , non è segnata dal tempo, è l’animo del carnevalaro , del cittadino “roncionese” che  ha il divertimento dentro  e ci dice che è stato più bello degli  anni passati o forse che sta tornando lo spirito autentico del carnevale. Non è uno spettacolo a pagamento, non si comprano idee , carri  e maschere. Il divertimento, la capacità di mettersi un vestito pieno  di colori ed ironia si  vive , viene dal coinvolgimento, dalla passione per una tradizione che qui a Ronciglione  non ha tempo. “Ce stamo a ripià”, sì a ritrovare l’entusiasmo dei giovani che la sera lavoravano ai carri   per amicizia, per giocare al carnevale e sentirsi pieni di vita; a recuperare l’idea nella maschera che non si compra e può esser fatta con gli scarti, ma piena di idee ,di fantasia stupisce e  fa sorridere. Si scherza con tutto e con tutti magari anche con l’amministrazione che rimane seria  e non sa dire “hanno da corre i cavalli” e poi si corre davvero almeno con le immagini nello spettacolo splendido di Alessandro Vettori e degli amici del palio  con la cornice del ballo di corte  di Daria Giomma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #ccc8c8;">Se chiedete a un giovane come è sarà il carnevale risponde:”ce stamo a ripià”.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #ccc8c8;">Questa battuta , non è segnata dal tempo, è l’animo del carnevalaro , del cittadino “roncionese” che  ha il divertimento dentro  e ci dice che è stato più bello degli  anni passati o forse che sta tornando lo spirito autentico del carnevale. Non è uno spettacolo a pagamento, non si comprano idee , carri  e maschere. Il divertimento, la capacità di mettersi un vestito pieno  di colori ed ironia si</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #ccc8c8;"> vive , viene dal coinvolgimento, dalla passione per una tradizione che qui a Ronciglione  non ha tempo.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #ccc8c8;">“Ce stamo a ripià”, sì a ritrovare l’entusiasmo dei giovani che la sera lavoravano ai carri   per amicizia, per giocare al carnevale e sentirsi pieni di vita; a recuperare l’idea nella maschera che non si compra e può esser fatta con gli scarti, ma piena di idee ,di fantasia stupisce e  fa sorridere. Si scherza con tutto e con tutti magari anche con l’amministrazione che rimane seria  e non sa dire “hanno da corre i cavalli” e poi si corre davvero almeno con le immagini nello spettacolo splendido di Alessandro Vettori e degli amici del palio  con la cornice del ballo di corte  di Daria Giomma.</span></h4>
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		<title>Gli ussari a Ronciglione</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[Giusto per  far chiarezza sugli ussari dedichiamo alcune righe  ricevute da Giancarlo Brachetti su quelli che, per il nostro passato storico ci interessano da vicino, e cioè quelli francesi. Tutte le nazioni del mondo a partire dal  XVIII secolo dotarono i propri eserciti di Ussari, proprio memori dell’importante vittoria per la difesa di Vienna conclusasi il 12 settembre del 1683, dove gli ussari alati polacchi caricando d’istinto le postazioni turche, che già da diversi mesi assediavano Vienna, nonostante fossero accerchiati, seminarono morte e panico, grazie alla loro abilità di sciabolatori. Una grande tela, nella pinacoteca del Vaticano, ne ricorda l’impresa. Gli ussari francesi, durante il periodo, pre e post rivoluzionario e per tutto quello Napoleonico, non furono da meno, la loro fama crebbe rispetto a tutte le specialità della cavalleria, pesante: corazzieri e carabinieri e leggera: lancieri, cacciatori, dragoni. Gli ussari furono la cavalleria leggera d’elite. Noti per la loro audacia in battaglia, erano considerati dei abili sciabolatori; tant’è che Antoine Charles Louis, conte di Lasalle, generale di divisione, divenne noto per le sue imprese in testa alla famosa “brigata infernale” del 5° e 7° reggimento ussari nel 1806, nella campagna contro i prussiani. Per questa impresa divenne una leggenda.  Morì poco più che trentenne mantenendo fede a ciò che soleva spesso dire: “un ussaro che si fa uccidere dopo trent’anni è un fanfarone”. Nessun altro cavaliere ha rappresentato lo spirito sprezzante, spavaldo e audace che ha reso gli ussari un corpo leggendario. Nel 1799 quando l’esercito napoleonico, proveniente da Roma passò per Ronciglione, per portare aiuti per la guerra che i francesi stavano combattendo contro gli Austro-Russi, ci fu un poco accorto tentativo, da parte di alcuni compaesani, di opporsi al passaggio, formando delle barricate presso porta romana, che vennero spazzate con poche cannonate, seguite da altre sparate a mitraglia. È Cosa certa che con quella parte dell’esercito napoleonico, ci fosse il settimo ussari che insieme al 3° e al 5° era considerato il più famoso per le gesta che avevano dell’incredibile, come quella di vincere una battaglia navale. Il settimo ussari, nel 1794, era stato dislocato in Olanda e durante l’inverno, approfittando dei fiumi ghiacciati, il reggimento puntò verso il territorio nemico, in un luogo in cui era ancorata la potente flotta olandese. Le navi, alla fonda, erano bloccate dal ghiaccio, del tutto immobilizzate. Gli ussari del settimo caricarono le navi sotto il fuoco a mitraglia dei cannoni. Le circondarono e le costrinsero alla resa. E fu così che l’intera flotta fu sconfitta da un’unità di ussari. E’ bene, a questo punto, descriverne la divisa e l’armamento. I colori del settimo erano il verde ed il rosso: verde per la giacca (pelisse) e il dolman, rosso per i calzoni; alla vita era avvolta una fascia, lunga due metri e sessanta, con gli stessi colori distintivi, che con sei giri cingeva la vita; le braghe rosse  erano guarnite con una banda bianca, così come erano gli alamari della giacca, foderata di pelle di volpe rossa e del dolman; gli stivali neri con la tipica “V” guarnita da una nappina, il cappello, nero con un pennacchio colorato. Tipica era anche la “sabretache”, in cuoio nero, che riportava il numero del reggimento, era una tasca portaordini, sospesa con tre cinghie della lunghezza di circa mezzo metro; una larga striscia di cuoio bianco detta rangona, andava dalla spalla sinistra al fianco destro terminante con un gancio fatto a “8”, con una parte mobile apribile, che in seguito sarà detto moschettone perché aveva la funzione di agganciare, in un anello scorrevole, il corto fucile a pietra focaia conosciuto come moschetto, il cui calibro era 17,6 mm. La sciabola era sospesa al fianco sinistro. La sella del cavallo era ricoperta con pelle di montone ed una doppia fonda, sulla destra del cavallo, conteneva due pistole dello stesso calibro del moschetto, sul retro della sella, una custodia di pelle cilindrica, conteneva il mantello cerato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">Giusto per  far chiarezza sugli ussari dedichiamo alcune righe  ricevute da Giancarlo Brachetti su quelli che, per il nostro passato storico ci interessano da vicino, e cioè quelli francesi.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">Tutte le nazioni del mondo a partire dal  XVIII secolo dotarono i propri eserciti di Ussari, proprio memori dell’importante vittoria per la difesa di Vienna conclusasi il 12 settembre del 1683, dove gli ussari alati polacchi caricando d’istinto le postazioni turche, che già da diversi mesi assediavano Vienna, nonostante fossero accerchiati, seminarono morte e panico, grazie alla loro abilità di sciabolatori. Una grande tela, nella pinacoteca del Vaticano, ne ricorda l’impresa.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">Gli ussari francesi, durante il periodo, pre e post rivoluzionario e per tutto quello Napoleonico, non furono da meno, la loro fama crebbe rispetto a tutte le specialità della cavalleria, pesante: corazzieri e carabinieri e leggera: lancieri, cacciatori, dragoni. Gli ussari furono la cavalleria leggera d’elite. Noti per la loro audacia in battaglia, erano considerati dei abili sciabolatori; tant’è che Antoine Charles Louis, conte di Lasalle, generale di divisione, divenne noto per le sue imprese in testa alla famosa “brigata infernale” del 5° e 7° reggimento ussari nel 1806, nella campagna contro i prussiani. Per questa impresa divenne una leggenda.  Morì poco più che trentenne mantenendo fede a ciò che soleva spesso dire: “un ussaro che si fa uccidere dopo trent’anni è un fanfarone”. Nessun altro cavaliere ha rappresentato lo spirito sprezzante, spavaldo e audace che ha reso gli ussari un corpo leggendario.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">Nel 1799 quando l’esercito napoleonico, proveniente da Roma passò per Ronciglione, per portare aiuti per la guerra che i francesi stavano combattendo contro gli Austro-Russi, ci fu un poco accorto tentativo, da parte di alcuni compaesani, di opporsi al passaggio, formando delle barricate presso porta romana, che vennero spazzate con poche cannonate, seguite da altre sparate a mitraglia.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">È Cosa certa che con quella parte dell’esercito napoleonico, ci fosse il settimo ussari che insieme al 3° e al 5° era considerato il più famoso per le gesta che avevano dell’incredibile, come quella di vincere una battaglia navale. Il settimo ussari, nel 1794, era stato dislocato in Olanda e durante l’inverno, approfittando dei fiumi ghiacciati, il reggimento puntò verso il territorio nemico, in un luogo in cui era ancorata la potente flotta olandese. Le navi, alla fonda, erano bloccate dal ghiaccio, del tutto immobilizzate. Gli ussari del settimo caricarono le navi sotto il fuoco a mitraglia dei cannoni. Le circondarono e le costrinsero alla resa. E fu così che l’intera flotta fu sconfitta da un’unità di ussari.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">E’ bene, a questo punto, descriverne la divisa e l’armamento.</span></h4>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #c9c5c5;">I colori del settimo erano il verde ed il rosso: verde per la giacca (pelisse) e il dolman, rosso per i calzoni; alla vita era avvolta una fascia, lunga due metri e sessanta, con gli stessi colori distintivi, che con sei giri cingeva la vita; le braghe rosse  erano guarnite con una banda bianca, così come erano gli alamari della giacca, foderata di pelle di volpe rossa e del dolman; gli stivali neri con la tipica “V” guarnita da una nappina, il cappello, nero con un pennacchio colorato. Tipica era anche la “sabretache”, in cuoio nero, che riportava il numero del reggimento, era una tasca portaordini, sospesa con tre cinghie della lunghezza di circa mezzo metro; una larga striscia di cuoio bianco detta rangona, andava dalla spalla sinistra al fianco destro terminante con un gancio fatto a “8”, con una parte mobile apribile, che in seguito sarà detto moschettone perché aveva la funzione di agganciare, in un anello scorrevole, il corto fucile a pietra focaia conosciuto come moschetto, il cui calibro era 17,6 mm. La sciabola era sospesa al fianco sinistro. La sella del cavallo era ricoperta con pelle di montone ed una doppia fonda, sulla destra del cavallo, conteneva due pistole dello stesso calibro del moschetto, sul retro della sella, una custodia di pelle cilindrica, conteneva il mantello cerato.</span></h4>
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		<title>Carnevale della notte</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il carnevale 2015 ha  giovani che hanno prodotto i carri allegorici, gruppi di danza che  si sono mostrati con desiderio di socializzare sognando una diversa qualità di vita. I temi  scelti, le realizzazioni come l’ufficio  di collocamento e Job acts, la storia,  hanno raccontato di più di quanto mostravano. Il Carnevale della notte  mostrerà ancora  da mezzanotte, alle tre la piazza piena di maschere creative. E’ un carnevale libero , pieno di allegoriche ricette e interpretazioni del quotidiano. Il carnevale 2015 rappresenta una svolta: i nuovi più vasti spazi dati ai giovani,la ricerca del valore della tradizione, (si pensi allo spettacolo sulle corse a vuoto ),la capacità di organizzare la manifestazione più imponente della provincia, con minor risorse del passato alla ricerca di uno spirito autentico, di vero divertimento;  per  tutto questo occorre ringraziare i giovani, la popolazione e il presidente della proloco Luciano Camilli. Il carnevale  della notte è creativo ha idee nuove come i tgiovani, può rapresentare uno spazio nuovo originale per divertire e promuovere ancora il carnevale ronciglionese. lo hanno recepito  i turisti sempre  che sono stati sempre più numerosi fino al momento in cui si  piange, con la penitenza ,il momento in cui  il re carnevale che volando sul pallone aereostatico ci lascia la speranza di correre ancora con gioia al carnevale  2016 ,a Ronciglione il paese di Carnevale  e … chi urla urla !]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il carnevale 2015 ha  giovani che hanno prodotto i carri allegorici, gruppi di danza che  si sono mostrati con desiderio di socializzare sognando una diversa qualità di vita. I temi  scelti, le realizzazioni come l’ufficio  di collocamento e Job acts, la storia,  hanno raccontato di più di quanto mostravano.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Carnevale della notte  mostrerà ancora  da mezzanotte, alle tre la piazza piena di maschere creative.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un carnevale libero , pieno di allegoriche ricette e interpretazioni del quotidiano. Il carnevale 2015 rappresenta una svolta: i nuovi più vasti spazi dati ai giovani,la ricerca del valore della tradizione, (si pensi allo spettacolo sulle corse a vuoto ),la capacità di organizzare la manifestazione più imponente della provincia, con minor risorse del passato alla ricerca di uno spirito autentico, di vero divertimento;  per  tutto questo occorre ringraziare i giovani, la popolazione e il presidente della proloco Luciano Camilli.</p>
<p style="text-align: justify;">Il carnevale  della notte è creativo ha idee nuove come i tgiovani, può rapresentare uno spazio nuovo originale per divertire e promuovere ancora il carnevale ronciglionese.</p>
<p style="text-align: justify;">lo hanno recepito  i turisti sempre  che sono stati sempre più numerosi fino al momento in cui si  piange, con la penitenza ,il momento in cui  il re carnevale che volando sul pallone aereostatico ci lascia la speranza di correre ancora con gioia al carnevale  2016 ,a Ronciglione il paese di Carnevale  e … chi urla urla !</p>
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		<title>La Maschera ed il folklore</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; fotografie  al carnevale Ronciglionese La fotografia,  l’immagine artistica  sono per il carnevale un prezioso strumento di diffusione di un carnevale storico  e delle sue caratteristiche. In molti    valutano la qualità artistica delle opere presentate nei social network . Il carnevale era ed è per Ronciglione un momento del vissuto quotidiano,della storia di ogni cittadino che con qualsiasi mezzo è riuscito a mascherarsi a far festa e divenire “comico” del carnevale. Occorre  fortemente  sottolineare l’importanza dello spirito ,dell&#8217; anima del carnevale: in passato sono stati chiamati a premiare i personaggi storici di questa manifestazione  Annetta Chiricozzi  con i suoi 90 anni passati  , e Enzo Lambiti ideatore di maschere originali ronciglionesi. Non possiamo non ricordare la sua maschera divenuta  il simbolo  della manifestazione , realizzata con oggetti di ogni giorno uno scolapasta , una scopa rotta  un peluge un telefonino  elementi  quotidiani  che nelle sue mani divengono  un perfetto soldato romano. La foto è stata capace di raccontare una cittadina che non compra le maschere, ma si maschera e danza  per il carnevale. Queste riflessioni  sono state condivise con il pubblico numeroso , sono il mezzo /peculiarità del  folklore ronciglionese &#8230;. appena senti la musica…”lascia tutto incomincia a ballaà…”chi urla urla! Ci auguriamo  che dalle foto   escano idee nuove, ed una forte promozione del carnevale che si racconta con queste immagini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biblioarea.it/wp2015/wp-content/uploads/2015/02/BSG_0127.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-140" src="http://www.biblioarea.it/wp2015/wp-content/uploads/2015/02/BSG_0127-201x300.jpg" alt="BSG_0127" width="201" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fotografie  al carnevale Ronciglionese</p>
<p style="text-align: justify;">La fotografia,  l’immagine artistica  sono per il carnevale un prezioso strumento di diffusione di un carnevale storico  e delle sue caratteristiche. In molti    valutano la qualità artistica delle opere presentate nei social network .</p>
<p style="text-align: justify;">Il carnevale era ed è per Ronciglione un momento del vissuto quotidiano,della storia di ogni cittadino che con qualsiasi mezzo è riuscito a mascherarsi a far festa e divenire “comico” del carnevale. Occorre  fortemente  sottolineare l’importanza dello spirito ,dell&#8217; anima del carnevale: in passato sono stati chiamati a premiare i personaggi storici di questa manifestazione  Annetta Chiricozzi  con i suoi 90 anni passati  , e Enzo Lambiti ideatore di maschere originali ronciglionesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo non ricordare la sua maschera divenuta  il simbolo  della manifestazione , realizzata con oggetti di ogni giorno uno scolapasta , una scopa rotta  un peluge un telefonino  elementi  quotidiani  che nelle sue mani divengono  un perfetto soldato romano.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto è stata capace di raccontare una cittadina che non compra le maschere, ma si maschera e danza  per il carnevale. Queste riflessioni  sono state condivise con il pubblico numeroso , sono il mezzo /peculiarità del  folklore ronciglionese &#8230;. appena senti la musica…”lascia tutto incomincia a ballaà…”chi urla urla!</p>
<p style="text-align: justify;">Ci auguriamo  che dalle foto   escano idee nuove, ed una forte promozione del carnevale che si racconta con queste immagini.</p>
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		<title>Al Carnevale di Ronciglione dove ognuno è protagonista</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Carnevale]]></category>

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		<description><![CDATA[I preparativi fervono: in attesa della campana a martello, siamo già tutti pronti per sfuggire dal quotidiano e trasformare le ansie e i problemi nella “folia” del Carnevale! Ritorna nell’antica tradizione culturale l’evento che richiama il Carnevale romano rinascimentale e barocco, con tutti i suoi riti accompagnati da meraviglia e gioia: il suono del campanone che annuncia la festa, la consegna delle chiavi del paese a Re Carnevale, le corse dei barberi, il saltarello, i carri allegorici, il rituale della morte di Carnevale con la “smoccolata” finale. Ma allora, cosa c’è di particolare nel Carnevale a Ronciglione? Sono tutti i partecipanti, ciascuno di noi a fare la differenza, perché al Carnevale di Ronciglione non ci sono spettatori, come non ce n’erano al Carnevale rinascimentale. La festa scaturisce dal fatto che  tutti sono protagonisti, tutti sanno stupirsi, sono capaci di ballare e fare il saltarello o stare con gli occhi al cielo a veder salire in alto i propri sogni colorati come il pallone di Carnevale. Nella festa c’è la realizzazione di speranze che in altri momenti sembrano impossibili, mentre qui a Carnevale tutto è possibile: il “temibile” comandante dei vigili potrebbe essere una maschera, i ragazzi che portano un letto sulle spalle e per strada ci infilano la ragazza più bella, i cavalli al galoppo nella corsa a vuoto, da sempre simbolo del fastoso Carnevale rinascimentale, gli ussari che procedono “di carriera”, mentre i lancieri suonano il tema dal “GuglielmoTell”. Momenti, tutti coordinati e mirati ad un perseguimento condiviso e in cui tutti si possano riconoscere come protagonisti del proprio sogno. Allora in piazza ciascuno sarà preso dal desiderio dei rigatoni del Naso Rosso, la maschera antica di Ronciglione che ci ricorda “gnocchi, vino e sarciccie” e altri antichi sapori; e sarà coinvolto dalle intriganti mascherine inseguite per “corromperle”, fino a perderci la testa. Si preparano giorni senza gelosie, né  appartenenze, se non quelle volte alla gioia di vivere, al desiderio di condividere una storica tradizione con tanti altri “protagonisti”, un momento appassionante, creativo e spensierato, quando ciascuno di noi diventa Re del Carnevale a Ronciglione. Il programma, come sempre ricco di proposte, è stato coordinato dall’instancabile contributo del presidente della Pro Loco di Ronciglione, Luciano Camilli, coadiuvato da numerosi volontari cittadini e si aprirà domenica 8 febbraio con il Corso di Gala; proseguirà, giovedì 12, con il Carnevale dei Bambini. Quindi, domenica 15 ancora una giornata di Gala con il tradizionale Corso e lunedì 16 non potrà mancare l’appuntamento “gastronomico” con i Nasi Rossi. Martedì 17 febbraio, poi,  la festosa e al tempo stesso malinconica chiusura delle manifestazioni, con il saluto a Re Carnevale, ma già tutti con lo sguardo rivolto alle future, altrettanto vitali edizioni di una manifestazione che negli anni è divenuta il simbolo stesso di una intera città.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I preparativi fervono: in attesa della campana a martello, siamo già tutti pronti per sfuggire dal quotidiano e trasformare le ansie e i problemi nella “folia” del Carnevale!</p>
<p style="text-align: justify;">Ritorna nell’antica tradizione culturale l’evento che richiama il Carnevale romano rinascimentale e barocco, con tutti i suoi riti accompagnati da meraviglia e gioia: il suono del campanone che annuncia la festa, la consegna delle chiavi del paese a Re Carnevale, le corse dei barberi, il saltarello, i carri allegorici, il rituale della morte di Carnevale con la “smoccolata” finale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma allora, cosa c’è di particolare nel Carnevale a Ronciglione? Sono tutti i partecipanti, ciascuno di noi a fare la differenza, perché al Carnevale di Ronciglione non ci sono spettatori, come non ce n’erano al Carnevale rinascimentale. La festa scaturisce dal fatto che  tutti sono protagonisti, tutti sanno stupirsi, sono capaci di ballare e fare il saltarello o stare con gli occhi al cielo a veder salire in alto i propri sogni colorati come il pallone di Carnevale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella festa c’è la realizzazione di speranze che in altri momenti sembrano impossibili, mentre qui a Carnevale tutto è possibile: il “temibile” comandante dei vigili potrebbe essere una maschera, i ragazzi che portano un letto sulle spalle e per strada ci infilano la ragazza più bella, i cavalli al galoppo nella corsa a vuoto, da sempre simbolo del fastoso Carnevale rinascimentale, gli ussari che procedono “di carriera”, mentre i lancieri suonano il tema dal “<em>GuglielmoTell</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Momenti, tutti coordinati e mirati ad un perseguimento condiviso e in cui tutti si possano riconoscere come protagonisti del proprio sogno. Allora in piazza ciascuno sarà preso dal desiderio dei rigatoni del Naso Rosso, la maschera antica di Ronciglione che ci ricorda “gnocchi, vino e sarciccie” e altri antichi sapori; e sarà coinvolto dalle intriganti mascherine inseguite per “corromperle”, fino a perderci la testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Si preparano giorni senza gelosie, né  appartenenze, se non quelle volte alla gioia di vivere, al desiderio di condividere una storica tradizione con tanti altri “protagonisti”, un momento appassionante, creativo e spensierato, quando ciascuno di noi diventa Re del Carnevale a Ronciglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il programma, come sempre ricco di proposte, è stato coordinato dall’instancabile contributo del presidente della Pro Loco di Ronciglione, Luciano Camilli, coadiuvato da numerosi volontari cittadini e si aprirà domenica 8 febbraio con il Corso di Gala; proseguirà, giovedì 12, con il Carnevale dei Bambini. Quindi, domenica 15 ancora una giornata di Gala con il tradizionale Corso e lunedì 16 non potrà mancare l’appuntamento “gastronomico” con i Nasi Rossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Martedì 17 febbraio, poi,  la festosa e al tempo stesso malinconica chiusura delle manifestazioni, con il saluto a Re Carnevale, ma già tutti con lo sguardo rivolto alle future, altrettanto vitali edizioni di una manifestazione che negli anni è divenuta il simbolo stesso di una intera città.</p>
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		<title>Il  carnevale storico di Ronciglione:una festa senza tempo</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 17:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il carnevale a Ronciglione non ha tempo, non teme i ritardi, il freddo , le amministrazioni che si alternano : la forza di questa festa è l’animo dei ronciglionesi. Il primo corso di gala ha raccontato la passione di chi è capace di lasciar tutto: lavoro, sport, famiglia e lanciarsi in un ballo sfrenato, mostrando tutta la vitalità interiore in una festa che fa dimenticare il quotidiano, la fatica e …chi urla, urla. Al corso di gala carri e mascherate nella loro simpatica ironia hanno interpretato i tempi che viviamo, erano dedicati alla storia , alla vitalità interiore, al trascorrere del tempo. I ragazzi del forum giovani,pieni di entusiasmo hanno costruito un carro capace di raccontare con i personaggi mille anni di storia; tra le costruzioni del carnevale “la macchina del tempo” una pittoresca locomotiva che sbuffava fumi, muoveva ingranaggi, esplodeva con lampi di luce emozionandoci come se fossimo in una sala piena di orologi. Questo carnevale è mosso dalla passione di una cittadina capace di sopravanzare ancora regole, paure,con la passione che non fa temere a un ragazzo in questi giorni la sgridata del padre, che non ha bisogno di vigili e controlli,ma solo di sapere che è carnevale, facendo percepire al turista un clima una sensazione che in nessun altro paese si può vivere se non nel paese del carnevale. Allora si spiega perche “Max “ si vesta da vigile e dirotti arbitrariamente il traffico, la moglie che da mascherina sbeffeggia il marito, Lambiti che con una scopa ed oggetti rotti, presi in giro per casa, realizzava la più affascinante maschera del carnevale. E’ solo questo spirito che va aiutato, incoraggiato capito da ogni istituzione che simbolicamente ancor oggi consegna il paese alla madrina del carnevale ; da quell’istante con la fierezza degli ussari, al suono del campanone scordiamoci regole assurde,e torniamo al carnevale! Ancora una volta questo è stato il carnevale a Ronciglione , venite , provatelo e … chi urla urla]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il carnevale a Ronciglione non ha tempo, non teme i ritardi, il freddo , le amministrazioni che si alternano : la forza di questa festa è l’animo dei ronciglionesi. Il primo corso di gala ha raccontato la passione di chi è capace di lasciar tutto: lavoro, sport, famiglia e lanciarsi in un ballo sfrenato, mostrando tutta la vitalità interiore in una festa che fa dimenticare il quotidiano, la fatica e …chi urla, urla. Al corso di gala carri e mascherate nella loro simpatica ironia hanno interpretato i tempi che viviamo, erano dedicati alla storia , alla vitalità interiore, al trascorrere del tempo. I ragazzi del forum giovani,pieni di entusiasmo hanno costruito un carro capace di raccontare con i personaggi mille anni di storia; tra le costruzioni del carnevale “la macchina del tempo” una pittoresca locomotiva che sbuffava fumi, muoveva ingranaggi, esplodeva con lampi di luce emozionandoci come se fossimo in una sala piena di orologi. Questo carnevale è mosso dalla passione di una cittadina capace di sopravanzare ancora regole, paure,con la passione che non fa temere a un ragazzo in questi giorni la sgridata del padre, che non ha bisogno di vigili e controlli,ma solo di sapere che è carnevale, facendo percepire al turista un clima una sensazione che in nessun altro paese si può vivere se non nel paese del carnevale.<br />
Allora si spiega perche “Max “ si vesta da vigile e dirotti arbitrariamente il traffico, la moglie che da mascherina sbeffeggia il marito, Lambiti che con una scopa ed oggetti rotti, presi in giro per casa, realizzava la più affascinante maschera del carnevale. E’ solo questo spirito che va aiutato, incoraggiato capito da ogni istituzione che simbolicamente ancor oggi consegna il paese alla madrina del carnevale ; da quell’istante con la fierezza degli ussari, al suono del campanone scordiamoci regole assurde,e torniamo al carnevale! Ancora una volta questo è stato il carnevale a Ronciglione , venite , provatelo e … chi urla urla</p>
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		<title>Night Landscapes</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 03:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
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<p>Etiam ac est quam, sed blandit libero. In hac habitasse platea dictumst. Nulla sed hendrerit dui. Donec sit amet risus augue. Curabitur metus ipsum, eleifend id imperdiet ut, blandit quis elit. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient montes, nascetur ridiculus mus. Vivamus pretium sagittis turpis, vel lobortis orci rutrum a. Cras lorem dolor, cursus a scelerisque sit amet, euismod vitae sem. Vivamus ligula leo, feugiat eget lobortis sit amet, tincidunt at lacus. Mauris tempus mattis erat, et eleifend mi tempor a. Curabitur sit amet sem a ante posuere eleifend a id magna. In eu nunc dolor, adipiscing consequat quam. Donec at nibh urna. Nam vestibulum elementum lectus nec euismod.</p>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 03:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Aliquam scelerisque ligula sed ante cursus rutrum. Mauris quis lacus in augue fringilla commodo vel tempus velit. Nunc varius urna sed sapien pellentesque et congue neque porttitor. Vivamus turpis erat, convallis sit amet congue rhoncus, vulputate ac quam. Quisque rhoncus, lectus at fringilla tristique, metus nulla adipiscing felis, nec ultricies arcu sem a sem. Phasellus ornare mi eu mi fermentum pharetra. Fusce at diam metus, pretium commodo urna. Nulla blandit rhoncus ligula, non vestibulum dui fringilla at.</p>
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