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	<title>Carnevale Di Ronciglione 2014 &#187; Maschere</title>
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	<description>RONCIGLIONE.ORG</description>
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		<title>&#8220;Nasorosso e la morte del Carnevale &#8220;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 23:31:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maschere]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora oggi "qua si fa il carnevale allegramente, et ogni sera si fanno commedie senza fine in più et più luoghi, sicchè tutta la città è nelli spassi".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://127.0.0.1/wp-ita/wp-content/uploads/2011/01/rosso_arco.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-55" title="rosso_arco" src="http://127.0.0.1/wp-ita/wp-content/uploads/2011/01/rosso_arco-300x200.jpg" alt="maschere sui carri" width="300" height="200" /></a>Già alla nascita, nel Quattrocento, il nostro Camevale come quello Romano portava in sé i segnali che sarebbero stati più che mai evidenti<br />
circa un secolo dopo, con il Rinascimento e con la riscoperta dei classici della cultura greca.<br />
Il Camevale era un&#8217;operazione culturale che guardava al futuro, che accoglieva lo spirito<br />
trasgressivo degli antichi &#8220;saturnali&#8221; e “lupercali&#8221;, ma ne abbandonava le<br />
forme triviali e lo incanalava in nuove forme magnificenti e sfavillanti di<br />
rappresentazione e di comunicazione.</p>
<p>I ricchi ed i poveri nel Carnevale si trasforrnavano, si mascheravano, continuavano<br />
a scambiarsi i ruoli nei travestimenti più comuni della tradizione romana.<br />
Ma allo stesso tempo era come se scoprissero il valore e la consapevolezza delle loro<br />
tradizioni che erano già più che millenarie.<br />
È come se nelle emozioni mostrate dalla comicità naturale e spontanea<br />
si rappresentasse al mondo intero, e non solo a sé stessi la vita e la sua &#8220;magia&#8221;;<br />
Nella trasgressività si mostrava la storia comune, che raccontava il mquotidiano ,intriso di<br />
mitologia,il sacro e il profano.<br />
A Roma i papi diventarono direttamente finanziatori della parte spettacolare del Camevale,<br />
i trionfi, le sfilate, le allegorie, le ricostruzioni storiche diventarono<br />
vere e proprie suggestioni che raccontavano<br />
i fasti e le glorie di una civiltà universale, mescolandosi con le prime rappresentazioni popolari: o ggi aRonciglione possiamo ripetere</p>
<div id="attachment_115" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.biblioarea.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/P1070996.jpg"><img class="size-medium wp-image-115" title="P1070996" src="http://www.biblioarea.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/P1070996-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Potenti mascherati</p></div>
<p>Si perchè oltre ai carri il carnevale è la nascita della rappresentazione teatrale: il luogo della comedia.<br />
Ronciglione ha una propria maschera il nasorosso: lui pieno di sofferta contraddizione offre cibo e disgusto,diverte<br />
e fa pensare, è carico di quelle contrapposizioni forti che caratterizzavano il rito di passaggio, l&#8217;eterno rinascere.<br />
Nasorosso diventa protagonista di un momento di alta teattralità:la morte del Carnevale.<br />
In una piazza rinascimentale le contrapposizioni esplodono, il ballo ed il funerale, godimento sfrenato e giudizio sulla vita, questi sentimenti esplodono<br />
e si perdono alla musica del saltarello mentra il fuoco di un pallone aereostratico brucia nel cielo il carnevale<br />
e ci riconduce ad una nuova quotidianità.<br />
Quì il carnevale vive ancora e diventa storia.</p>
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		<title>Ussari</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 22:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maschere]]></category>
		<category><![CDATA[SLIDE-IN-PRIMAPAGINA]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi sono gli ussari? Consultando qualche buona enciclopedia possiamo facilmente scoprire che  si tratta di una truppa di origine ungherese e che, secondo alcune fonti , il termine “huszard” significa il “ventesimo”. Nel XV secolo, durante le guerre contro i turchi, ogni villaggio ungherese era tenuto a fornire un abitante su venti completamente equipaggiato, armato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sono gli ussari?</p>
<p>Consultando qualche buona enciclopedia possiamo facilmente scoprire che  si tratta di una truppa di origine ungherese e che, secondo alcune fonti , il termine “huszard” significa il “ventesimo”. Nel XV secolo, durante le guerre contro i turchi, ogni villaggio ungherese era tenuto a fornire un abitante su venti completamente equipaggiato, armato e montato. Opposta con successo alla cavalleria ottomana, questa milizia a cavallo acquisì presto un’ ottima reputazione in tutta Europa e col passare dei secoli divenne un vero e proprio corpo di cavalleria leggera. Non furono mai destinati a combattere in ordine di battaglia, ma occuparono il ruolo di esploratori, di avanguardia, di copertura e di scorta ai convogli. Sempre legati alle loro tradizioni, gli Ussari si distinsero sempre rispetto agli altri corpi, soprattutto nell’ abbigliamento. Del tutto particolare fu la rutilante uniforme ungherese dagli influssi orientaleggianti; non meno caratteristiche furono le lunghe trecce di capelli pendenti lungo il viso, il codino dietro alla nuca e i lunghi baffi. Il leggendario Charles Lasalle divenuto generale non volle mai rinunciare alla sua uniforme da ussaro, nonostante il parere contrario di Napoleone. Famoso per la consuetudine  di caricare il nemico in testa ai suoi uomini con la pipa in mano al posto della sciabola, morì piuttosto giovane sul campo di battaglia di Wagram,(5 luglio 1809) colpito da una palla austriaca in piena fronte.</p>
<p>Perché si parla di Ussari a proposito d<a href="http://127.0.0.1/wp-ita/wp-content/uploads/2012/01/ussari03.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-255" title="ussari03" src="http://127.0.0.1/wp-ita/wp-content/uploads/2012/01/ussari03-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></a>el Carnevale di Ronciglione? Le spiegazioni sono diverse e come sempre c’è una leggenda di riferimento. Si narra infatti di un battaglione di ussari francesi che durante le occupazioni del 1799 avrebbe voluto rendere omaggio al carnevale ronciglionese aprendo i festeggiamenti e da allora si ripeterebbe questo rito. Sia vero o meno e in che modo sia successo lo lasciamo dire alle ricerche degli storici e degli appassionati. Ma personalmente mi chiedo cosa abbia determinato il successo degli Ussari e cosa ci sia oltre l’eventuale valore documentario, per cui da sempre il loro passaggio esercita un potere particolare.</p>
<p>Credo che il loro incedere ordinato e poi la galoppata riescano a squarciare il velo magico che separa la realtà dal suo contrario e apra la strada al carnascialesco mondo rovesciato. È per questo che l’attenzione filologica nella scelta dei costumi perde di importanza. Non posso fare a meno di pensare alle vecchie fotografie, un po’ ingiallite e con i bordi dentellati, in cui mio padre, memorabile capitano degli Ussari, viene ritratto, su bellissimi cavalli bianchi o morelli, con preziosi colbacchi o con mantelli svolazzanti. Così il battaglione è diventato negli anni un manipolo di moschettieri, un gruppo ordinato di messicani, una squadriglia di pseudozorro e altre varianti che non ricordo.  Ma non posso dimenticare l’emozione prima uditiva dello sbattere degli zoccoli sull’asfalto ampliata dal vociare eccitato che annuncia la galoppata e poi l’entusiasmo nel vedere la staffetta che veloce risale il corso, e di seguito il capitano che galoppa con il busto rivolto indietro a controllare le terziglie, e  in fondo, a chiudere, il serrafile.</p>
<p>Si tratta in realtà solo di pochi istanti, ma sono attimi intensi in cui lo spettatore è travolto da un’esplosione di energia che deflagra dalle zampe potenti dei cavalli ed è trattenuta dagli esperti cavalieri dentro le fila ordinate del drappello.</p>
<p>Francesca Mordacchini Alfani</p>
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		<title>La maschera  e il carnevale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 23:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luciovero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maschere]]></category>

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		<description><![CDATA[La mascherata ronciglionese, non si compra  è frutto di inventiva e creatività,particolarmente tra i giovani al carnevale della notte]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.biblioarea.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/maschera11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-71" title="maschera1" src="http://www.biblioarea.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/maschera11-e1295650362188-300x271.jpg" alt="maschera spontanea" width="300" height="271" /></a>…Tartaglia porta un costume a righe con braghe e casacca adorna di ricami e un cappello con ala rialzata. Zanni invece indossa panta­loni larghi e sformati con una larga blusa e una maschera nera con un bernoccolo sulla fronte; è rozzo e goffo, imbroglia gli altri e si lascia poi facilmente imbrogliare. Parla bergamasco ed è la più anti­ca delle maschere dei servi. Dallo Zanni — come è noto — deriverà l&#8217;Arlecchino e quindi la sua variante napoletana, Pulcinella,</p>
<p>Quasi a ricordare l’epoca farnesiana, la maschera  a Ronciglione si costruiva  a casa, non è,e non deve esser  un capolavoro di sartoria come a Venezia, ma un  capolavoro di fantasia si!</p>
<p>Gira per casa,un ombrellino,un gilè estivo,una borsa da mare&#8230;, un’idea, un vestito d’estate, un pazzo da montagna,  un cuscino… con nulla si costruiva la mascherata, solo con un’idea.</p>
<p>Oggi al carnevale della notte il sabato ed il martedì di carnevale i giovani si sfidano nella creatività, le masc</p>
<p>here  usano  materiali riciclati, ma …  sempre  tante idde idee di carnevale.</p>
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